Per non dimenticare

16 gennaio 2017 Nessun commento »

Olocausto i giorni della memoria

La signora Pesaro ha esposto la sua terribile esperienza di vita.

Era una bambina di tre anni e la sua famiglia cercava in ogni modo di farla vivere serenamente seppur in condizioni critiche e angoscianti. Suo padre fu deportato ad Auschwitz nel 1944 e  ucciso alcuni giorni prima della liberazione.

La madre,di religione cattolica, fu graziata perché malata gravemente, ma morì quando Lilli aveva solo 19 anni. “Non è stata un’infanzia facile”, ammette la signora, “ed è per questo motivo che per diversi anni ho voluto dimenticare tutto ciò che era successo a me e alla mia famiglia, negando addirittura ai miei figli la mia storia.

Un giorno però ho deciso di reagire,  ho cominciato a scavare nella memoria facendo in modo che anche altri condividessero la mia esperienza”.

La signora Pesaro spiega il motivo che l’ha spinta a voler rivangare il passato: “Mi terrorizzava l’idea che, dimenticando il passato, i ragazzi di oggi potessero rivivere l’inferno che  noi abbiamo conosciuto”.

 

Invitiamo tutti gli iscritti e tutti gli interessati a partecipare numerosi.

olocausto2017

In ricordo di CARLETTO FERRARI

11 gennaio 2017 Nessun commento »

Domenica 15 gennaio 2017
Cerimonia in ricordo del tenente degli alpini e comandante partigiano CARLETTO FERRARI

 

Carletto Ferrari (1912-1945) è un eroe della resistenza partigiana varesina. Nacque il 16 marzo 1912 da una famiglia borghese di Bizzozero, all’epoca proprietaria dell’area oggi denominata “La Villa”. Convinto antifascista tanto da partecipare alla distruzione del gruppo rionale Mussolini di Varese. Rendiamo onore a questo eroico partigiano e tenente degli alpini, sacrificatosi per la libertà.

PROGRAMMA
ore 9.15
– Ritrovo al Cimitero di Bizzozero, davanti alla Cappella della famiglia Ferrari
– Saluto del Sindaco di Varese, Davide Galimberti e di Margherita Giromini, presidente di Anpi Varese – sezione “Comandante Claudio Macchi”,
– Orazione di Giuseppe Terziroli, già amministratore comunale a Varese.

ore 10.00
– Chiesa di Santo Stefano, Santa Messa celebrata dal Parroco di Bizzozero, don Marco Casale.

Scarica invito

 

ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI

4 gennaio 2017 Nessun commento »

Caro\a Compagno\a,

l’ANPI Sezione di Malnate indice per Domenica 29 gennaio 2017 l’Assemblea annuale degli iscritti, che si terrà presso l’Aula Consigliare del Comune di Malnate sita in via De Mohr, a partire dalle ore 9.30.

L’Assemblea avrà il seguente ordine del giorno:

  1. Elezione del Presidente dell’Assemblea
  2. Relazione del Presidente di Sezione
  3. Relazione del Segretario amministrativo
  4. Elezione del nuovo direttivo di Sezione
  5. Varie ed eventuali

L’Associazione ha bisogno del tuo apporto per proseguire il proprio lavoro sul territorio, la diffusione e la difesa dei valori della Costituzione.

Se intendi collaborare, proponiti per entrare a far parte del nuovo direttivo che sarà eletto durante la riunione.

Vi aspettiamo

Cuveglio – 20 novembre 2016

4 dicembre 2016 Nessun commento »

Celebrazione del 73° anniversario della battaglia
del San Martino

Incontro pubblico 22 novembre 2016

20 novembre 2016 Nessun commento »

Auditorium Liceo Musicale di Varese

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Tra più fuochi. La storia degli Internati Militari Italiani 1943-1945

20 novembre 2016 Nessun commento »

Apertura nuova mostra a Berlino

A nome del Centro di documentazione sul lavoro forzato durante il nazionalsocialismo di Berlino (Fondazione Topografia del terrore) si comunica che la mostra “Tra più fuochi. La storia degli Internati Militari Italiani 1943-1945″  aprirà al pubblico martedì 29 novembre 2016 alle h 10 e da quel momento sarà visitabile presso i locali del centro tutti i giorni dalle h 10 alle h 18, eccetto il lunedì, ad ingresso libero.

NS ZWANGSARBEIT  Dokumentationszentrum

Da alleati a “traditori”: fino all’autunno del 1943 i soldati tedeschi e quelli italiani combatterono fianco a fianco sui fronti durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma in data 8 settembre 1943 il governo italiano, con a capo il maresciallo Pietro Badoglio, sciolse l´alleanza. La reazione tedesca non si fece attendere. Nel’arco di pochi giorni la Wehrmacht catturò un numero elevato di soldati. Tra i 600.000 e i 650.000 militari furono, in quanto internati, deportati in Germania e nella Polonia occupata. Molti di essi dovettero sottostare al lavoro coatto nel’industria di guerra, nelle miniere, nel settore agricolo. Tra i 50.000 e i 60.000 soldati perirono durante la prigionia.

La sorte degli internati militari italiani risultò essere delicata ed in balia delle decisioni tedesche. Se da una parte venne espressa la ferma volontà da parte tedesca di punire duramente il loro “tradimento” tramite lo sfruttamento della loro forza lavoro nella “economia della guerra totale”, dall’altra vennero effettuati numerosi tentativi di reclutamento dei prigionieri da parte delle organizzazioni sia tedesche, nonché del regime mussoliniano in Italia settentrionale in vista della comune “vittoria finale”. Gli internati militari vennero dunque messi davanti alla scelta, se continuare a combattere a fianco dei tedeschi o rimanere nella prigionia. All’interno dei lager gli italiani vennero spesso visti come alleati del nemico e trattati con astio e diffidenza dagli altri prigionieri e lavoratori coatti. Anche successivamente alla liberazione e al loro rientro in patria, gli ex- internati militari italiani non godettero delle dovute attenzioni. Dal dopoguerra in poi, per lungo tempo, la società italiana non li considerò come vittime di guerra, mentre la Germania, dal canto suo, fino ad oggi non accetta ancora di pagare loro i risarcimenti.

La mostra permanente si concentra sulla storia di questo gruppo di vittime della guerra, il cui destino risulta tuttora essere generalmente poco conosciuto. La presente mostra è stata concepita su suggerimento della commissione di storici tedesco- italiana instaurata nel 2012 per volontà dei governi dei due paesi; essa viene finanziata dal Ministero degli Affari Esteri tedesco.

 

Per chi desiderasse avere informazioni sulla Fondazione e sulle attività del centro indichiamo il link della ns. pagina web in lingua tedesca ed inglese:

http://www.dz-ns-zwangsarbeit.de [TED]

http://www.dz-ns-zwangsarbeit.de/en/ [ING]

 

Informazioni sulla mostra “Tra più fuochi” dedicata agli Internati Militari Italiani:

http://www.dz-ns-zwangsarbeit.de/ausstellungen/zwischen-allen-stuehlen/ [TED]

http://www.dz-ns-zwangsarbeit.de/en/exhibitions/between-two-stools/ [ING]

 

Pieghevole [ITA]

http://www.dz-ns-zwangsarbeit.de/fileadmin/schoeneweide/flyer/flyer_it.pdf

 

L’indirizzo del centro di documentazione è:

Dokumentationszentrum NS-Zwangsarbeit

Britzer Straße 5 – D – 12439 Berlin – Germania

Tel. 0049 (0)30 6390288-0

73° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DEL SAN MARTINO

17 novembre 2016 Nessun commento »

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Assemblea straordinaria degli iscritti

9 ottobre 2016 Nessun commento »

Cari Compagni,

la direzione della sezione A.N.P.I. di Malnate, ha deciso di convocare un’assemblea straordinaria degli iscritti.

L’assemblea si terrà presso l’Aula Consigliare di via De Mohr, domenica 16 0tt0bre 2016 dalle ore 9.30.

O.D.G.

  • chiarimenti in merito alle polemiche sorte tra alcuni esponenti facenti parte della direzione della sezione, (per la mancata presenza di una rappresentanza Comunale alla commemorazione del 73° anniversario della battaglia del S. Martino) polemica poi sfociata su organi  di stampa e sul sito cittadino di Malnate.
  • relazione del presidente della sezione Corti Germano
  • come voteremo al referendum costituzionale? (al congresso Nazionale tenuto a Rimini, il 99% dei congressisti si è pronunciato per votare NO!
  • varie ed eventuali

Data l’importanza degli argomenti da trattare, confidiamo nella partecipazione da parte di tutti gli iscritti sia all’assemblea sia alla discussione che ne deriverà.

 

Angelo Chiesa

18 settembre 2016 Nessun commento »

A due mesi dalla scomparsa del compagno Angelo Chiesa, vogliamo riproporvi l’articolo scritto per Varesenews dal Prof. Enzo Laforgia.

 

Angelo Chiesa, un uomo generoso ed onesto

Angelo Chiesa Associazione Nazionale Anpi Varese

21 luglio 2016«[…] Mi ricordo di aver compiuto il 17° compleanno nel carcere dei “Miogni”, dove ero stato da poco trasferito dalle cantine della villa Dansi [in via Dante] che allora era il luogo dove venivano trattenuti i prigionieri politici prima di passarli alle carceri. Ho abbandonato la fabbrica nell’aprile del 1944 dopo che a marzo avevamo organizzato uno sciopero, iniziando la mia attività partigiana. […] Appartenevo a una famiglia operaia. Mio padre, vecchio socialista poi iscrittosi al Partito comunista italiano, mi educò in senso antifascista, una educazione che permeava tutta la nostra famiglia e che mi condusse a prendere parte attivamente, per quello che mi era possibile, alle prime lotte del movimento giovanile antifascista in provincia di Varese.»

Così iniziava la testimonianza di Angelo Chiesa, venuto a mancare il 19 luglio scorso, raccolta da Pietro Macchione nel lontano 1978. Da quando, ancora adolescente, si trovò ad affrontare, in condizioni estreme, scelte difficili e non scontate, Angelo Chiesa ha condotto tutta la sua vita entro due binari chiari e precisi: impegno e partecipazione. Impegno e partecipazione che hanno trovato espressione nelle forme più diverse: dal partito politico, al sindacato, alle cooperative, alle associazioni, agli incarichi ricoperti nelle istituzioni (il Comune, la Provincia, la Regione). Convinto che le “organizzazioni” (politiche, sindacali, sociali) avessero la fondamentale funzione di trasformare le debolezze individuali in forza collettiva.

La sua vita ha attraversato il Novecento. E con le profonde e rapide trasformazioni che hanno caratterizzato quel secolo Angelo Chiesa ha dovuto fare i conti. Non è rimasto nostalgicamente ancorato al passato né ha voluto pietrificarsi nella reliquia del giovane partigiano. Ha vissuto nella storia, dialogando con la storia.

Ed è stato un uomo generoso ed onesto. La politica, per lui, non è stata fonte di arricchimento; non si è tradotta in comode scorciatoie per vantaggiose carriere; dai ruoli che ha occupato non hanno tratto profitto parenti e amici. Ha vissuto tutta la vita nella casa dei suoi genitori, ricavando ancora, dalla vite coltivata da suo padre, il vino che offriva ai suoi ospiti.

Andando avanti negli anni, amava sempre più dialogare con i giovani. Non si imponeva, non enfatizzava episodi della sua vita, non ricopriva di inutili e dannosi orpelli retorici il racconto della sua Resistenza. Da una ventina d’anni a questa parte, quando incontrava gli studenti, si presentava sempre con due oggetti in mano: un suo vecchio quaderno di scuola ed il libretto di lavoro del padre, risalente agli anni Trenta. In questo, l’assenza di ogni riferimento all’iscrizione al Partito fascista, gli serviva per spiegare come la disobbedienza si possa esercitare anche discretamente, senza urli e strepiti, e che, in particolari condizioni, anche un piccolo gesto di rifiuto possa essere importante e, nello stesso tempo, possa scatenare drammatiche conseguenze. Il suo vecchio quaderno scolastico, nel quale, con bella grafia, aveva ricopiato, come compito per le vacanze, i bollettini di guerra a partire dal giugno 1940, gli serviva per dimostrare gli effetti moralmente perversi di una cattiva educazione. Tutto qui. Senza trionfalismi né frasi roboanti né esaltazione di eccezionali eroismi. E concludeva sempre i suoi incontri (almeno quelli di cui ho memoria diretta) con i suoi auguri per coloro i quali si apprestavano a concludere un anno scolastico e un ciclo di studi e con un invito: «Non restate chiusi in voi stessi – diceva ai suoi giovani ascoltatori –, non isolatevi dal mondo, ma incontratevi, discutete. Partecipate alla vita del vostro Paese! Occupatevi delle questioni che riguardano il Mondo!»

Trasmetteva ai più giovani voglia di vivere e voglia di cambiamento. Quando, due giorni fa, è circolata la notizia della sua scomparsa, ho ricevuto un messaggio per posta elettronica da una mia vecchia studentessa: «Caro Professore, ho letto poco fa della scomparsa di Angelo Chiesa. Le scrivo per ringraziarla per avere invitato Angelo, l’anno della terza liceo, a raccontarci la sua storia. Durante quell’incontro e in occasioni successive ho sempre visto in quell’anziano signore la più sincera gioia di vivere. Resisterà altrove.»

Nel 2010, la Cgil di Varese promosse la realizzazione di una video-intervista ad Angelo Chiesa. Il dvd fu realizzato da Alessandro Leone, Ezio Riboni e Stefano Soru. Il titolo scelto per i 28’ e 30’’ durante i quali Chiesa raccontò se stesso, le scelte politiche, i ruoli svolti nel suo partito e nelle istituzioni, fu L’impegno di una vita. Oggi, quando ormai il suo percorso esistenziale si è concluso, quel titolo lo potremmo leggermente modificare: Una vita come impegno.

Enzo R. Laforgia

 

Festa della Resistenza 2016

31 luglio 2016 Nessun commento »

FestaResistenza2016

A.N.P.I. Comitato Provinciale di Varese

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